La canzone popolare al Parco della Certosa | 12 settembre 2015 | dalle 20;00

PAOLO FUSI & THE OSAMA SISTERS

ORE 22;15 : PAOLO FUSI & THE OSAMA SISTERS

ALBINA&NERONE

di Carlotta Piraino e Paolo Fusi
con Paolo Fusi (voce e chitarra), Augusto Ferretti (tastiere), Emanuele Cannatella (sassofono e voce), Matteo Marchi (batteria), Leonardo Marcucci (chitarre e basso)

 

albine&neroneSpettacolo di teatro canzone scritto da Paolo Fusi e Carlotta Piraino in dialetto romanesco. In luce le contraddizioni fra lo spirito carbonaro dei romanetti del 1849 e la realtà quotidiana della Roma di oggi, una Roma divenuta borgata ovunque e che ha ormai quasi del tutto perso quella forza di combattere una vita apparentemente insopportabile con il sarcasmo, con la battutaccia, con la capacità di dipingere la realtà delle cose più piccole e sordide in modo eroico…
Albina, è la Fatina dell’Anagnina. Chiede l’elemosina al capolinea della metro A e porta sempre con se il suo piccolo orco Nerone, oramai troppo cresciuto. Un viaggio onirico e surreale nei meandri di una città in cui l’unica costante è il delirio, la fatica, la miseria culturale prima ancora che economica. Paolo Fusi & The Osama Sisters questo viaggio ce lo cantano e raccontano con estrema leggerezza. Con ironia affettuosa e quasi ingenua ci presentano personaggi che ci fanno ridere e che subito amiamo e rendiamo mitici: il gigolò Crescenzi, che si è messo a fare il ladro d’appartamenti perché la pubalgia gli ha troncato la carriera; il pigrissimo mafioso Vito Scicolone, che spiega la crisi economica mondiale come solo un esperto par suo può fare; il Conte Lallo, eroe di una generazione di Pariolini travolta dall’infantilismo violento ed umiliante dei loro padri; Warter, fratello tonto e cioccolone, trattato male da tutti; Lilletta ed il suo spasimante Mollica, noto come la Rumba del Peccato; Giulio Andreotti e Daniele de Rossi, che si incontrano segretamente ad un bar di Tor Marancia per guardare il sedere della bella Marilù; per finire con le eroine del tramvetto di Grotte Celoni, romanette doc che, quando vedono un uomo bianco che parla con l’accento di Bracciano, lo prendono per un marziano.

web:

paolo-fusi.it

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